Stop al bullismo nelle scuole!!

Autore
Evguénia Kokcharova
Stato
Storie di successo

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Descrizione della richiesta

A scuola impariamo la matematica, le scienze, le lingue nazionali e le lingue straniere. Ma non dovremmo forse insegnare alle bambine e ai bambini delle generazioni future, come svolgere i loro compiti quali cittadine e cittadini del mondo, come dimostrare rispetto e tolleranza reciproca e come accettare le diversità? Per un mondo migliore nel quale ognuna e ognuno potrebbe vivere più serenamente con sé stesso e con gli altri? Non dovremmo insegnare loro ad apprezzarsi e ad aiutare gli altri quando non stanno bene, piuttosto che abbandonarli alle loro preoccupazioni? Mi piacerebbe che venissero introdotti in Svizzera dei corsi di empatia per bambini fin dalla prima infanzia. Questo, perché il mondo dei bambini non è affatto così innocente ed ovattato come si potrebbe credere: gelosia, crudeltà “ingiustificata”, mancata tolleranza e mancata educazione nei rapporti interpersonali … esistono!

Motivazione

Durante il periodo scolastico ho visto e vissuto diversi episodi di solitudine, umiliazione (fisica e psicologica) e bullismo nelle aule, così come nei cortili e nei corridoi di scuola. Per questo motivo, non potevo tacere di fronte alla sofferenza vissuta da allieve e allievi, studentesse e studenti. Le umiliazioni subite hanno infatti forti conseguenze (sia psicologiche che fisiche) per le vittime. Ciononostante, il tema del bullismo rimane tutt’ora un tabu e viene spesso ignorato oppure trattato solo superficialmente. Tuttavia, secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, la principale causa di morte dei giovani tra i 15 e i 24 anni è il suicidio. Ma la nostra vita, la possibilità di viverla pienamente, pianificarla, sognare e raggiungere i nostri traguardi, non sono forse il dono più prezioso che abbiamo? Questi bambini e questi giovani, dopo aver sicuramente vissuto una serie di situazioni difficili, arrivano al punto in cui non riescono più a vedere la luce in fondo al tunnel. Ma quanti suicidi dovranno ancora avvenire, prima che ci si occupi di questa tematica e la si prenda sul serio? Non possiamo più ignorare tutta questa sofferenza e dobbiamo cercare di diminuirla, fino a rimuoverla completamente dalla faccia della Terra. Molti paesi si occupano, da ormai un decennio, di questa problematica. Tra questi ci sono soprattutto la Danimarca, che insegna l’empatia alle allieve e agli allievi dai tre ai 16 anni; e la Finlandia, che ha messo in atto un piano nazionale contro il bullismo nelle scuole. Questo programma è stato sviluppato all’università di Turku ed è poi stato ripreso da altri stati come il Cile, l’Estonia, la Nuova Zelanda e molti altri ancora. Anche altre idee continuano ad essere realizzate. La Svizzera è invece rimasta molto indietro e sembra non saper più tenere il passo con la problematica. Non è forse ora che anche lei cominci ad aiutare la nuova generazione a migliorare il proprio futuro? La Svizzera può recuperare il ritardo accumulato in questo campo, se è disposta a investire i mezzi necessari. Di questo, ne sono pienamente convinta.

Timeline

05.10.20

Proposta inoltrata.

Das Anliegen wird durch Léonore Porchet (Grüne) ausgewählt.

Evguénia und Léonore treffen sich, um das Anliegen zu besprechen. Sie entscheiden, dass Léonore eine Interpellation zum Thema Mobbing an Schulen in der folgenden Herbstsession einreichen wird. 

Léonore Porchet reicht die Interpellation "Mobbing an Schulen" im Nationalrat ein.  Sie stellt darin unter anderem die Frage, wie der Bundesrat die PISA-Studie beurteilt, in der die Schweiz beim Wohlbefinden von SchülerInnen schlecht abschneidet und welche Präventionsmassnahmen unternommen werden um dem entgegen zu wirken. Die Interpellation wurde im Rat noch nicht behandelt.